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sabato 26 gennaio 2013

25 gennaio 2013


Jabu Morales - Musa Despretensiosa
Anelis Assumpçao - Not Falling
Abayomy Afrobeat Orchestra - Eru
Dona Zica - Fio da Comunicaçao
Romulo Froes c/Nina Becker - O que Todo Mundo Quer / Ninguem Liga
Silverio Pessoa - Papel Crepom
Cabugà - Safadeza
Guizado - Afroka
Elis Regina c/Tom Jobim - O que Tinha de Ser

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domenica 30 settembre 2012

28 settembre 2012


Eccoci! Prima puntata della nuova stagione, nuovo parceiro, benvenuto Modinho!

Tulipa Ruiz - E'
Zeca Baleiro - Vò imbola
Juliana Perdigao c/Romulo Froes - Gangorra
Batatinha - Hora da razao
Trupe chà de boldo - Mar morro
Roberta Sà - Mais alguem
Bruno Morais - O mundo vai me convencer
Reis de Vao das Palmeiras - Vamos gente ver Juscelino chegar
Rodrigo Campos c/Juçara Marçal - Jardim Japao

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giovedì 12 gennaio 2012

Playlist 2011

Si chiude l'anno, e com'è consuetudine, si stilano le classifiche dei dischi che ci hanno accompagnato nel corso di questo 2011. Tradizione vuole che siano 10, e sono invece 11, come l'anno che ci lascia, con un fuoriclasse fuori lista : Itamar Assumpçao e la Caixa Preta che ne raccoglie tutti i lavori. Il resto, in ordine casuale:

Graveola e o lixo polifonico - Preciso de um liquidificador (Ind.)
Junio Barreto - Setembro (Ind.)
Romulo Froes/Kiko Dinucci/Marcelo Cabral/Rodrigo Campos - Passo Torto (Phonobase)
Criolo - Nò na orelha (Ind.)
Marcelo Camelo - Toque dela (Zé Pereira-Universal)
Pipo Pegoraro - Taxi Ima (YB Music)
Douglas Germano - Orì (Bac Discos)
Romulo Froes - Um labirinto em cada pé (YB Music)
Lirinha - Lira (Ind.)
Kiko Dinucci/Juçara Marçal/Thiago França - Metà Metà (Desmonta)

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sabato 3 dicembre 2011

La felicità affogata. Assis Valente


Articolo pubblicato nella "Revista Auditorio n°01" in occasione del centenario di Assis Valente da Romulo Froes

Senza formazione musicale, di professione protetico, disegnatore dilettante, Assis Valente si scopre compositore in piena Epoca de Ouro della musica brasiliana, periodo che comprende gli anni che vanno dal 1930 al 1940 e che coincide con l'affermazione della radio e dell'industria fonografica nel Paese. Fanno parte di questa epoca compositori come Noel Rosa, Lamartine Babo, Ismael Silva, Braguinha, Wilson Batista, Herivelto Martins, Orestes Barbosa, Custòdio Mesquita, fra molti altri. Inizialmente, la sua opera ancora in costruzione (come la stessa canzone brasiliana che arriva a consolidarsi solo in questo periodo), si confonde con quella dei suoi contemporanei e transita attraverso le radici fondatrici della nostra musica popolare, principalmente il samba, allora già stabilizzato come genere, ma anche lo choro, il valzer, il tango, il fox-trot e ancora altri. Gli argomenti trattati nei suoi testi, molto legati all'epoca, ripetono e si confondono con l'universo di molte altre  canzoni composte in questo periodo, come le marce di carnevale, le canzoni juninas (che si riferiscono alle feste di giugno, di Sao Joao - ndt) e alle canzoni natalizie. A questo scenario ancora amorfo della canzone brasiliana, si aggiunge l'aver identificato, da parte delle etichette discografiche, nei cantanti i potenziali responsabili dello sviluppo dell'allora incipiente industria fonografica e ciò rendeva assai difficile riconoscere gli autori dalle canzoni. E sarà proprio attraverso una cantante, Carmen Miranda, che la musica di Assis Valente costruirà la propria individualità.

E' chiaro che non mancano esempi di una simile collaborazione cantante-compositore nella storia della musica brasiliana. Un esempio prossimo, contemporaneo di Assis, è la collaborazione tra Noel Rosa e Aracy de Almeida.
Ma qui la relazione è un'altra, per non dire inversa. Aracy (che registrò anche Assis Valente) venne consacrata dal repertorio di Noel. Diventò nella storia della musica brasiliana, la sua maggior interprete. La relazione che Assis costruì con Carmen mi sembra differente, e lo dico pensando ad altre collaborazioni di Carmen, particolarmente con altri due compositori che, oltre a lui, formano la triade centrale della sua opera: Ary Barroso e Dorival Caymmi. Ma tanto Ary Barroso (il compositore più inciso da Carmen), che in canzoni come "No Tabuleiro da Baiana" e "Na Baixa do Sapateiro", funzionò da veicolo per la ricerca personale di Carmen nel cantare il Brasile, rinforzando un certo stereotipo di nazione costruito da lei stessa, quanto Dorival Caymmi, che nel suo rigore assoluto e nella sua semplicità archetipica, con appena quattro canzoni registrate da Carmen, definisce il suo personaggio, in "O que è que a baiana tem" veste Carmen Miranda (ha vestito di merletti, ha bracciale di oro, ha gonna inamidata).
Sia l'uno che l'altro, malgrado lo stretto legame con Carmen, riescono a mantenere un'autonomia in rapporto  a lei,  sopravvivono al mito e costruiscono una traiettoria autonoma nella musica brasiliana. Mentre il nome di Assis Valente sembra non discostarsi mai dalla cantante.

Carmen Miranda è probabilmente la prima grande stella della musica popolare brasiliana e la prima cantante moderna del Brasile. Favorita dall'invenzione del microfono, potè dar corpo alla sua voce intonatissima e dalla dizione perfetta, ma di scarsa estensione, un tono spogliato, colloquiale, più vicino alle chiacchiere da strada che alla musica dei teatri, perfetta per la nuova generazione quasi tutta composta da autodidatti bohemien. Assis Valente si impegnò molto presto perchè Carmen cantasse una delle sue musiche, cosa che avvenne in breve con due delle sue prime composizioni, "Good Bye, Boy" e "Etc". Su un lato del 78 giri registrato da Carmen, un samba che si burlava dell'anglicismo, molto comune all'epoca, e sull'altro lato, un samba che magnificava il suo stato, Bahia, tema molto raro, per non dire unico nella sua opera. Assis sembra preoccupato di offrire alternative a Carmen, aumentando così le sue chances di essere registrato.

Non per queste prime incisioni, ma nello svilupparsi di questa collaborazione, penso che Carmen fu determinante nell'opera del compositore. I samba "dondolati" (sambas balançados) con le loro divisioni sincopate, le melodie veloci che accelerano la pronuncia dei versi, i testi fra l'allegria traboccante e una tristezza contenuta, tutto nelle canzoni di Assis sembra modellato sulla voce e sulla personalità di Carmen, sembra esistere per causa sua. E' difficile sapere se il testo di "Camisa listada" , sarebbe stato scritto se non ci fosse stata Carmen a cantarlo. In versi come indossò una camicia a righe e uscì, invece di prendere tè e pane tostato prese Parati (acquvite di canna - ndt), portava un temperino alla cintura e un pandeiro (tamburello - ndt) in mano e sorrideva quando la gente diceva, calma, leone, calma leone, o ancora, prese la mia borsa dell'acqua calda per fare un ciuccio e ruppe la mia tenda di velluto per fare una gonna, Carmen incarna come nessuno la persona di Assis, il suo alter ego un tantino schizofrenico, dicendo fra le righe quello che non è esplicitamente detto nella canzone. E' uno dei pionieri nello scriversi utilizzando l'io femminile, in canzoni come "Fez bobagem" (il mio brunetto fece una sciocchezza, maltrattò il mio povero cuore) e "E o mundo nao se acabou" (credetti a questa chiacchiera oziosa, pensai che il mondo sarebbe finito, baciai la bocca di chi non avrei dovuto, chiamai un tipo con cui non funzionava e perdonai la sua ingratitudine). La sua interpretazione piena di malizia, rinforza ancor più un supposto messaggio cifrato del compositore.

Carmen si trasformava nella voce di Assis, pochi interpreti riuscirono all'epoca a cantare il vocabolario alquanto "ordinario", poco "poetico" usato da Assis Valente nelle sue liriche, parole ancora poco comuni nelle canzoni del tempo come allibratore, fuciliere, quinhentao (500 cruzeiros), tostao (testone, 100 reis), o espressioni apparentemente senza senso, come quelle che elenca in "Uva de Caminhao", cadde il panno della cuica (tamburo a frizione caratteristico del samba - ndt) in buone condizioni, apparve biancaneve e i sette nani, e nella pensione di donna Estela andarono a far festa.. Carmen pronuncia ogni verso con la sicurezza di chi ne capisce davvero i significati, rendendo la canzone ancora più enigmatica. "Uva de Caminhao" è incisa con un andamento straordinariamente rapido, quasi senza pause per respirare, è sorprendente che si riesca a capirne il testo. Assis sembra incantato dalla tecnica di Carmen e in molte delle sua canzoni arriva a testare le sue dizione e respirazione olimpiche. In "Bateu-se a Chapa", per esempio, la melodia sincopata soffre un'accelerazione repentina alla fine della frase che complica oltremodo la pronuncia dei versi. Difficoltà riscontrata anche in "Recenseamento", in cui non ci sono praticamente intermezzi, con il testo che occupa l'intera canzone, dando l'impressione di non riuscire a entrare nella melodia. La cantante moderna trova la modernità nelle canzoni di Assis, che attraverso Carmen si differenzia dai suoi contemporanei.

Poi, quando infine Assis Valente sembra aver trovato la canzone definitiva, quella che rappresentava Carmen come nessun'altra, è allora che la sua relazione con lei, e conseguentemente la sua carriera, crolla. I versi di "Brasil Pandeiro" non lasciavano dubbi: è arrivata l'ora per questa gente abbronzata di mostrare il proprio valore, (...) lo Zio Sam vuole conoscere la nostra batucada, (...) Brasile ho riscaldato i vostri pandeiros, ho illuminato i terreiros perchè vogliamo fare il samba. Era la canzone perfetta per Carmen e il suo patriottismo a fior di pelle, un samba-exaltaçao (samba-esaltazione) al Brasile e alla sua cantante. Carmen non solo rifiutò "Brasil Pandeiro"  ma non avrebbe mai più inciso nessun'altra canzone di Assis, che non si sarebbe mai ripreso. Nel dar conto della sua enorme delusione, avrebbe detto più tardi che non la condannava per questo, perchè aveva visto che lei non aveva voce sufficiente per interpretare "Brasil Pandeiro". La "voce" di Assis, non era più capace di cantare le sue canzoni. Assis sembra nascere e morire con Carmen.

La sua ultima canzone diceva: felicità soffocata morì, la speranza andò a fondo e tornò, andò al fondo e tornò, andò al fondo e restò. Dopo due tentativi falliti, Assis Valente finalmente si suicida. Nel biglietto di commiato, una richiesta ad Ary Barroso, che gli paghi due mesi di affitto arretrato. Forse pensava che la musica brasiliana glielo dovesse.



Ringraziamo Romulo Froes per averci autorizzato a tardurre e pubblicare il suo articolo. L'originale lo potete trovare a questo indirizzo
http://spmarginal.blogspot.com/

domenica 12 giugno 2011

10 giugno 2011


80 anni del mestre, auguri a Joao Gilberto senza comprometterci, di volata in Angola con un barattolo d'acqua, un grande produttore firma un suo album pieno di ospiti, ed è criolo a cantare una strana orchidea. La figlia del grande Itamar ci parla della luce dei suoi occhietti, e la Lurdez della luce ci sferza con ziriguidum. E per sambare un piccolo forrò c'è il tè di zabumba, e il ritorno attesissimo di Romulo Froes che in latino rappa con Arnaldo, si chiude con Solis e Tié che reinterpreta Tulipa. Florealmente buon ascolto...
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giovedì 10 marzo 2011

Il re vagabondo



Articolo scritto per il Folha de Sao Paulo in occasione del centenario di Nelson Cavaquinho da Romulo Froes




Nelson Cavaquinho era un re. Un re vagabondo che vagava per posti decadenti, in una Rio de Janeiro di spalle al mare, con le sue strade strette e i bar zeppi di vagabondi, con i quali  divideva oltre alle bevute, la sua musica e la solitudine. Un camminante ubriaco che si poteva scambiare facilmente per un mendicante, non fosse che tutto nella sua figura “cabocla”* dai capelli bianchi indicasse integrità, nobiltà e distinzione.
Tutta la forza della musica di Nelson Cavaquinho nasce da questa contraddizione. Dalla possibilità che ci sia bellezza in questa combinazione all’inizio, così strana e sgradevole. La sua chitarra pizzicata, che sembra suonata con una pinza, la sua voce raschiante e il respiro corto, che determina l’intervallo melodico dividendo i versi in luoghi insperati. Tutto è in procinto di rompersi. Molte delle sue canzoni non si risolvono, o meglio, si risolverebbero se volesse, nella prima parte, sempre più nitida. Quando raggiungono la seconda parte , sembrano dimenticare da dove sono partite. Prendono una strada sorprendente, che mantiene la melodia in sospensione, obbligandola a ritornare alla prima parte, facendo girare la canzone in circolo. Perdiamo i riferimenti. Come se Nelson fosse svegliato dal suo pisolino, per riprendere la sua pattuglia disorientata dalle strade. Senza sapere da dove e perché è venuto, né dove stia andando.

Questa falsa incapacità tecnica, unita a una profonda amatorialità, colloca Nelson in una posizione unica nella musica popular brasileira. Ma potremmo, se volessimo, persino con la sua enorme specificità, identificarlo con l’aspetto meno luminoso del samba. Dei samba dalla cadenza lenta, tristi. Caratteristiche presenti nella sua musica che lo fanno affiancare ad altri compositori.  Più chiaramente ad altri due grandi artisti debitori della sua poetica : Batatinha, compositore che si può considerare il suo doppio baiano, e Cartola, uno dei suoi grandi collaboratori. Ma anche in relazione ad essi, Nelson resta originale. Batatinha e Cartola, ciascuno a suo modo, cercano di dribblare la tristezza. Batatinha col suo approccio diretto ai sentimenti, trattandoli per nome, negoziando un’uscita e Cartola, protetto dalla sua enorme saggezza e esperienza, rifugiandosi nella bellezza possibile della sua vita dura. Diverso dai due, Nelson accetta la sconfitta. Non teme la sofferenza, né pensa di renderla sopportabile. Affronta la tragedia come naturale.
Nel suo testo su Nelson, Nuno Ramos** dice “che lui è il nostro contatto immediato con ciò che profondamente non è andato bene in noi”. Da questo incontro senza speranza, ansietà o promessa di redenzione, forgiò la sua ineguagliabile musica. Così bella e perturbante come mai, prima o dopo, si è vista.

*caboclo letteralmente e originariamente è il meticcio nato dall’unione degli indios con i bianchi, ma di questo termine sono in uso differenti accezioni. Cfr. http://www.click.vi.it/sistemieculture/Brazzabeni.html

**Nuno Ramos (Sao Paulo – SP 1960) è un artista plastico, video maker, compositore e scrittore dell’avanguardia paulista.

Ringraziamo Romulo Froes per averci autorizzato a tardurre e pubblicare il suo articolo. L'originale lo potete trovare a questo indirizzo http://spmarginal.blogspot.com/

mercoledì 9 marzo 2011

18 febbraio



                                                                  

Salutiamo Jackson do Pandeiro con Vovò Alaide dal primo album dei Cascabulho,  accendiamo l'Estrela con Paulinho Moska che ospita Zeca Pagodinho nel suo Zoombido, ci tuffiamo nel carimbò dei Do amor, visitiamo il dottore che sa tutto con Rubinho Jacobina, ci inchiniamo al Rei Josè del nuovo lavoro di Silverio Pessoa, viriamo su Capo Verde coi Black Power d'annata, ascoltiamo l'Anti-musa secondo Romulo Froes, l'eccentrico Jorge Mautner che ci invita a rilassarci, Luiz Melodia con la sua Baby Rose e ci salutiamo con l'irriverente Lacrimario di Carlos Cachaça.
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